Il PUN aggiornato a giugno 2026 vale 0,1325 €/kWh (media mensile dell’indice, fonte GME), mentre luglio è in rialzo: la media provvisoria del mese viaggia intorno a 0,147 €/kWh, con punte giornaliere oltre 0,17. In questa guida trovi il valore corrente, cos’è il PUN Index GME che ha sostituito il vecchio PUN e come leggere questi numeri in bolletta.
PUN oggi: il valore aggiornato
I numeri da conoscere, aggiornati a luglio 2026:
| Riferimento | Valore |
|---|---|
| Media giugno 2026 (ultimo mese consolidato) | 0,1325 €/kWh |
| Media provvisoria luglio 2026 | ≈ 0,147 €/kWh |
| Punte giornaliere di luglio | oltre 0,17 €/kWh |
Il valore cambia ogni giorno: l’indice viene pubblicato dal GME (Gestore dei Mercati Energetici) e la media mensile si consolida a mese concluso. Il dato di oggi serve a leggere la tendenza; quello che finisce nelle bollette indicizzate è la media del periodo di fatturazione.
La tendenza dell’estate 2026 è di risalita: dopo un maggio in calo, tra giugno e luglio l’indice ha ripreso quota, complice il caldo (condizionatori accesi) e la domanda elettrica europea. Siamo comunque lontani dai picchi della crisi energetica, quando la media mensile superò 0,5 €/kWh.
Cos’è il PUN e cosa è cambiato con il PUN Index GME
Il PUN (Prezzo Unico Nazionale) è stato per vent’anni il prezzo di riferimento dell’energia elettrica all’ingrosso in Italia: la media, ponderata sui volumi, dei prezzi che si formano ogni ora sulla borsa elettrica.
Dal 1° gennaio 2025 la riforma del mercato ha mandato in pensione il PUN “classico”: all’ingrosso valgono i prezzi zonali (ogni zona di mercato, dal Nord alla Sicilia, ha il suo prezzo orario) e al suo posto il GME pubblica il PUN Index GME, cioè la media dei prezzi zonali ponderata sui volumi. In pratica:
- per il mercato all’ingrosso è cambiato molto: produttori e grossisti trattano sui prezzi della propria zona;
- per i consumatori con offerte indicizzate è cambiato soprattutto il nome: i contratti che prima citavano il PUN oggi citano il PUN Index GME, e la logica di calcolo in bolletta resta la stessa.
Se nella tua offerta leggi ancora “PUN”, nessun allarme: i fornitori hanno aggiornato i riferimenti contrattuali al nuovo indice.
Attenzione ai “PUN” gonfiati: ingrosso vs prezzo finale
Cercando “PUN oggi” capita di trovare valori molto diversi tra loro, anche 0,27-0,29 €/kWh: non sono errori, sono metriche diverse. Alcuni siti pubblicano un valore che al PUN all’ingrosso somma perdite di rete, spread commerciale, oneri variabili, trasporto e IVA: una stima del prezzo finale in bolletta, non l’indice di mercato.
La distinzione che conta:
- PUN Index GME (l’indice, fonte GME): ≈ 0,13-0,15 €/kWh in questi mesi;
- prezzo finale della materia energia per un’offerta indicizzata: PUN del periodo + perdite di rete (circa il 10% per i domestici) + lo spread del fornitore;
- prezzo tutto compreso in bolletta: sopra ci vanno anche trasporto, oneri di sistema e imposte, come per qualsiasi offerta.
Quando confronti le offerte indicizzate, quindi, il PUN è uguale per tutti: la differenza la fa lo spread. Ed è esattamente il tipo di confronto che puoi fare in pochi minuti su Billding, caricando la tua bolletta.
Come il PUN entra nella tua bolletta
Il PUN riguarda solo chi ha una tariffa a prezzo indicizzato (o variabile): in quel caso la materia energia viene calcolata sulla media dell’indice nel periodo di fatturazione, più lo spread pattuito. Chi ha un prezzo fisso ha bloccato il costo della materia energia alla firma: il PUN può salire o scendere, la tariffa non si muove.
Il PUN esiste anche per fasce orarie (F1 nelle ore di punta feriali, F2 intermedie, F3 notturne e festive): le offerte multiorarie applicano indici di fascia, e in genere la F3 è la più economica. Con la crescita del solare, però, le gerarchie storiche si stanno mescolando: nelle ore centrali delle giornate estive il prezzo orario può scendere sotto i livelli notturni, un fenomeno impensabile dieci anni fa. Le fasce sono le stesse che trovi spiegate nella nostra guida al caro bolletta, insieme alle mosse per ridurre la spesa.
Perché il gas comanda il prezzo della luce
Una domanda ricorrente: perché il PUN sale quando sale il gas, se l’Italia produce anche da idroelettrico, solare ed eolico? La risposta sta nel meccanismo di formazione del prezzo in borsa: ogni ora il prezzo lo fissa l’ultimo impianto necessario a coprire la domanda, e in Italia quell’impianto marginale è quasi sempre una centrale a gas. Le rinnovabili producono a costi bassissimi, ma quando non bastano il prezzo orario si allinea al costo del gas: è il motivo per cui l’indice elettrico segue le quotazioni del metano, e per cui le ore più care sono le sere senza sole e senza vento.
Per chi legge il PUN a fini pratici, la conseguenza è semplice: le previsioni sul gas sono previsioni sulla luce. Se il PSV sale, il PUN lo segue con poco ritardo, e viceversa.
L’andamento del PUN: lo storico che serve per orientarsi
Qualche punto di riferimento per collocare i valori di oggi:
| Periodo | Media mensile indicativa |
|---|---|
| 2019 (pre-crisi) | ≈ 0,05 €/kWh |
| Agosto 2022 (picco crisi) | ≈ 0,54 €/kWh |
| Media 2023 | ≈ 0,11-0,13 €/kWh |
| Media 2024 | ≈ 0,09-0,14 €/kWh |
| Febbraio 2025 | ≈ 0,15 €/kWh |
| Giugno 2026 | 0,1325 €/kWh |
| Luglio 2026 (provvisorio) | ≈ 0,147 €/kWh |
Due lezioni dallo storico: il PUN è stagionale (sale nei picchi di domanda estivi e invernali) e resta strutturalmente sopra i livelli pre-crisi, perché il prezzo dell’elettricità italiana continua a dipendere dal gas. Chi vuole monitorarlo senza diventare un trader ha bisogno di due soli appuntamenti: la media mensile consolidata, pubblicata dal GME nei primi giorni del mese successivo (è quella che finisce nelle bollette indicizzate), e un’occhiata alla tendenza infra-mese quando si avvicina il rinnovo dell’offerta. Per il quadro completo dei prezzi energia, gas compreso, c’è la nostra serie storica dei prezzi luce e gas ARERA.
Fisso o indicizzato: come decidere con il PUN in mano
La regola pratica, senza sfere di cristallo:
- se i valori attuali dell’indice ti sembrano sostenibili anche con un rialzo del 20-30%, l’indicizzato ti fa godere dei ribassi e paga meno nei periodi tranquilli;
- se un inverno come quello del 2022 ti terrebbe sveglio la notte, il fisso compra tranquillità: paghi un premio, sai quanto spendi;
- in entrambi i casi, il numero da negoziare non è il PUN (uguale per tutti) ma spread e prezzo bloccato: cambiano molto da fornitore a fornitore.
Il modo più rapido per vedere l’effetto concreto sulla tua spesa è un confronto sui tuoi consumi reali: carica la bolletta su Billding e confronta fisso e indicizzato con i numeri di oggi.
Un’ultima avvertenza da lettori smaliziati: i valori giornalieri fanno notizia, ma nessuna bolletta si paga sul prezzo di un singolo giorno. Prima di trarre conclusioni da un picco, aspetta la media del mese: è l’unico numero che conta davvero per le tasche.
Per il gas, l’equivalente del PUN è il PSV (Punto di Scambio Virtuale): trovi valori e spiegazione nella pagina dedicata al PSV aggiornato e nello storico dei prezzi gas PSV.
Domande frequenti
Quanto vale il PUN oggi?
L’ultimo valore mensile consolidato del PUN Index GME è quello di giugno 2026: 0,1325 €/kWh. Nel mese di luglio l’indice è in rialzo, con una media provvisoria intorno a 0,147 €/kWh e punte giornaliere oltre 0,17 €/kWh. Il valore cambia ogni giorno: fa fede la pubblicazione del GME.
Che differenza c’è tra PUN e PUN Index GME?
Dal 1° gennaio 2025 il mercato all’ingrosso italiano è passato ai prezzi zonali e il vecchio Prezzo Unico Nazionale è stato sostituito dal PUN Index GME, la media dei prezzi delle zone di mercato ponderata sui volumi. Per chi ha un’offerta indicizzata cambia il nome del riferimento in bolletta, non la logica.
Perché su alcuni siti il PUN sembra molto più alto?
Perché alcuni comparatori pubblicano un valore che somma al PUN all’ingrosso perdite di rete, spread del fornitore, oneri e IVA: così si arriva anche a 0,27-0,29 €/kWh. Sono due numeri diversi: l’indice all’ingrosso è quello del GME, il resto è il prezzo finale in bolletta.
Il PUN influisce sulla mia bolletta?
Solo se hai un’offerta a prezzo indicizzato: in quel caso paghi la materia energia in base alla media del PUN Index del periodo di fatturazione, più lo spread del fornitore e le perdite di rete (circa il 10% per i domestici). Con un’offerta a prezzo fisso il PUN non tocca la tua tariffa.
Meglio prezzo fisso o indicizzato al PUN nel 2026?
Dipende dalla tolleranza alle oscillazioni: l’indicizzato conviene quando l’ingrosso scende, il fisso protegge quando sale. Con l’indice in risalita nell’estate 2026, chi valuta l’indicizzato deve guardare soprattutto lo spread applicato dal fornitore: è lì che si nascondono le differenze tra offerte.